Prodotti tipici - Comune di Parete
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Prodotti tipici

Le fragole
Sono le regine assolute delle nostre tavole di maggio quando arriva la fine del pasto, anteprima estremamente fuggevole dei succosi frutti estivi: le fragole così chiamate dagli antichi romani perché particolarmente ‘fragrans’, ossia profumate e fragranti.
Da sempre sono state considerate un frutto dalle proprietà afrodisiache (chi non ha mai pensato a fragole e champagne per una serata, diciamo, particolare?!) forse per la leggenda che le voleva nate dalle lacrime di Venere, tanto che nel Medioevo in effetti venivano somministrate come cura medica per gli amanti disperati poiché in grado di raffreddare i bollenti spiriti e sotto il regno del Re Sole in Francia erano talmente conosciute che il sovrano ne volle impiantare nel giardino di Versailles.
Erotismo a parte, certo è che le fragole hanno diverse ottime qualità: sono dissetanti, diuretiche, antiuriche, antinfiammatorie, depurative, ricche di vitamine e antiossidanti, leniscono i bruciori della pelle rendendola vellutata e tutto questo a fronte di pochissime calorie (quindi niente zucchero, panna o addirittura gelato). Oggi è difficile trovarle davvero buone: meglio acquistare quelle provenienti da agricoltura biologica, conservarle in frigo coperte e consumarle nel giro di due giorni, eventualmente condendole solo all’ultimo momento.

La mela annurca
La sua raffigurazione nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano e in particolare nella Casa dei Cervi, testimonia l'antichissimo legame dell'Annurca con la Campania felix. Luogo di origine sarebbe l'agro puteolano, come si desume dal "Naturalis Historia" di Plinio il Vecchio. Proprio per la provenienza da Pozzuoli, sede degli Inferi, Plinio la chiama "Mala Orcula" in quanto prodotta intorno all'Orco (gli Inferi). Anche Gian Battista della Porta nel "Suae Villae Pomarium", nel descrivere le mele che si producono a Pozzuoli riferisce come queste siano volgarmente dette orcole. Da qui i nomi anorcola e annorcola utilizzati successivamente fino a giungere al 1876 quando il nome "Annurca" compare ufficialmente nel Manuale di Arboricoltura di G. A. Pasquale.
Descrizione
Definita la "regina delle mele" soprattutto per la spiccata qualità, l'Annurca è famosa per la polpa croccante e compatta, gradevolmente acidula e profumata.
Rivendica da sempre virtù salutari: altamente nutritiva, ricca di fibre, frena la diarrea, diuretica, particolarmente adatta ai bambini.
Uno degli elementi di tipicità che certamente caratterizzano questa coltura è l'arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti "melai", un tempo realizzati con strati di canapa, oggi sostituiti da altri materiali (aghi di pino, trucioli di legna, ecc.).
Le indubbie caratteristiche organolettiche di questa mela, apprezzate particolarmente dai consumatori campani e laziali, stanno progressivamente conquistando anche altri mercati, grazie anche all'ingresso nei canali della grande distribuzione organizzata.
I due ecotipi, la classica Annurca e la diretta discendente Annurca Rossa del Sud, suo mutante naturale date le comuni caratteristiche pomologiche, sono stati unificati sotto il titolo di Melannurca campana, sia pure con due distinte indicazioni varietali.
Aree di produzione
L'Annurca è coltivata in tutte le province campane anche se le aree tradizionalmente vocate ove si concentra la maggior parte della produzione sono: nel napoletano la Giuglianese-Flegrea, nel casertano la Maddalonese, l'Aversana e la Teanese e nel beneventano le Valli : Caudina - Telesina e il Taburno.
Con 60.000 tonnellate medie annue, l'Annurca rappresenta il 60% circa della produzione regionale di mele e il 5% circa di quella nazionale.
Stato del riconoscimento
Nelle more del completamento dell'istruttoria comunitaria per la definitiva registrazione della "Melannurca Campana (IGP)", il MiPAF ha accordato, con DM del 27.04.2001, la protezione nazionale transitoria della denominazione.
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